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LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA E’ TRADITA OGNI VOLTA :

Eolico

Nessuna informazione sullo stato del progetto , nessuna informazione sulla convenzione che doveva portare i soldi al Comune . Un amministrazione comunale al servizio degli speculatori danesi con il socio di maggioranza fallito ;

Piano Strutturale e Urbanistico
Da anni siamo senza pianificazione urbanistica e si continuano ad autorizzare opere in deroga lasciando adito a dubbi sul perché si autorizzino certi progetti . L’assenza degli strumenti urbanistici fa si che nessun nuovo imprenditore si presenti a Riparbella . Oscure le convenzioni ;

Scuola
Nessuna pianificazione per gestire la scuola ( e dunque i bambini) come risorsa per far rinascere il paese , la scuola è considerata un peso , scelte lasciate al caso del momento che stimolano i genitori ad iscrivere i propri figli altrove e dunque portano inevitabilmente alla chiusura della scuola … e poi del paese ;
Rifiuti Cassonetti in bella vista , puzza e sporco in bella vista . Questo è quello che si vede quando si arriva a Riparbella ;

Cave
Cave riaperte vicino alla Melatina senza che nessuno ne sappia niente in zone con presenza di amianto , peggio per coloro che vivono li e avevano appena finito di restaurare la casa ed hanno un bel lungo mutuo da pagare !

Viabilità
Promesse – Promesse – Promesse ! intanto è forse l’unica cosa di Riparbella che si preserva così come è … disastrate ; Anche la promessa di asfaltare la Chiannerina e le Strade della Val di Lopia ( Giornalino Comunale “In…Comune” nr. 1) sono state smentite .

Risorse e Bilancio
Il Comune non ha soldi , questa è la frase che si sente ripetere più spesso . Allora ci chiediamo perché il Comune di Riparbella ha un auto Blu ? Perché il Comune di Riparbella assegna telefonini a tutti gli assessori ? Perché il Comune di Riparbella continua a spendere per eventi culturali a cui partecipano quattro gatti ?

Interrogazioni in Regione ,Risoluzioni in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e l’art 45 della manovra finanziaria ridanno fiato ai Comitati di cittadini che da anni segnalano gli impatti e i rilevanti effetti negativi che si verificano sulla qualità della vita e sulle possibilità di sviluppo turistico delle zone limitrofe agli impianti ;Il primo atto ad aver rinvigorito le speranze dei comitati è stato l’art 45 della manovra finanziaria che toglie l’obbligo del GSE di riacquistare i certificati verdi invenduti , in pratica le aziende del settore hanno una speciale "fideiussione" gratuita sul proprio fatturato creando così un doping nel mercato ormai più interessato ai certificati verdi (sicuri nella rendita) che alla produzione reale di energia rinnovabile (molto scarsa) , l’esempio eclatante è il mega impianto di Riparbella dove delle 10 pale per ora autorizzate ben due devono essere spente di notte a causa dell’eccessivo rumore(ma la bramerini non diceva che erano silenziose?) e dunque non producono energia per il 33% del tempo , senza dimenticare che la media ore di funzionamento delle pale eoliche ad oggi installate nelle nostre colline è intorno alle 1300 (lavorano solo 2 mesi all’anno ) , dunque le due pale di Riparbella lavorerebbero meno di 900 ore all’anno (ben 37 giorni!) , nessun imprenditore sensato progetterebbe una fabbrica dove è escluso a priori uno dei tre turni di lavoro e si lavorerebbe solo per un paio di mesi , e nessuna commissione ambientale serie autorizzerebbe un impianto che crea danni per 365 giorni e funziona per 37! Le risoluzioni presentate dalla maggioranza e dall’opposizione in Commissione ambiente raccolgono molte delle segnalazioni provenienti dai comitati dei cittadini e fa impressione che tutti i membri siano concordi nel ritenere la situazione fuori controllo , con studi ambientali e valutazioni degli enti preposti superficiali finanche all’affermazione che ci si trova chiaramente di fronte ad un uso del territorio totalmente inefficiente : "gli oltre 10000 MW di potenza installata , con oneri a carico dei cittadini per 3,7 miliardi di euro, contribuiranno a circa l’1,5 % del fabbisogno energetico nazionale" ;Un esempio della superficialità con cui gli uffici autorizzano questi impianti arriva sempre da Riparbella : l’ufficio VIA , preposto alla valutazione dell’impatto ambientale , ha prescritto uno studio sull’impatto che l’impianto può avere sull’economia del territorio e ha fatto verbalizzare rispetto allo studio poi presentato dalla ditta che "il riferimento alle esperienze scozzesi e a quelle maturate nel Regno Unito, Norvegia e Danimarca non appaiono adeguato a paragone del territorio toscano interessato e appaiono scarsamente riferibili all’impatto di un impianto eolico sulle attività toscane."Insomma ritiene lo studio presentato un farsa . Lo stesso studio afferma che il 25% degli intervistati considera negativa la presenza dei parchi eolici , questo significa che i nostri agriturismi,generalmente a conduzione familiare e con poche camere, devono prepararsi perlomeno ad avere una camera su 4 vuota , proprio quella parte di reddito che permetterebbe di avere un minimo guadagno di sopravvivenza! Malgrado questo la commissione e il Sindaco di Riparbella(evidentemente poco interessati al turismo) hanno ritenuto lo studio idoneo dando il via libera all’impianto convincendosi che siamo tutti futuri scozzesi !
Nella risoluzione del presidente della commissione ambiente della camera,l’On. Alessandri, si legge " che l’esperienza in Germania (19.000 tralicci eolici chiamati asparagi) ha dimostrato che risultano precluse non solo le possibilità di sviluppo turistico ed agrituristico , ma che si concretizzano ulteriori danni economici e patrimoniali alle comunità ,poiché case e proprietà scendono drasticamente di valore ed in molti casi diventano invendibili". In attesa che la Regione Toscana risponda ad una recente interpellanza e spieghi come sia possibile che una società (EWF) con il socio di maggioranza dichiarato fallito in Danimarca continui ad operare da noi come uno dei principali player si spera che il parlamento riesca a frenare questa svendita del territorio portata avanti da Comuni che non riescono a progettare il futuro delle proprie comunità . Riparbella 26 giù 2010 Alessandro Lucibello Piani insieme per cambiare Riparbella

 Caro PD toscano , cara Bramerini , caro Picchi e cari Sindaci … questo lo scrive la Commissione Ambiente della Camera non un comitato contro qualcosa … saranno dei fanatici ignoranti retrogradi e nuclearisti anche loro!

files.me.com/saxdesax/d8h9qz

 

http://ariacheta.blogspot.com/2010/06/risoluzione-alessandri-della.html

A Riparbella ci saranno 15 pale da 2MW/cadauna , ossia un patrimonio di 66 MILIONI di euro e il comune si accontenta di ben 15 mila euro a pala per anno (150 mila euro l’incasso fin quando rimaniamo nella prima fase di 10 pale ) , LE BRICCIOLE !   

 Grazie per l’affare… paesaggio che da boscato diventa di tralicci alti 125 metri , agriturismi vuoti e turisti e investitori che andranno dove le pale non si vedono e non si sentono , incasso per il comune irrisorio …. 

 

ecco la fonte ( yahoo finance ) del valore di un MW eolico :

 

http://it.finance.yahoo.com/notizie/erg-renew-cresce-nel-mercato-eolico-italiano-trend-7645cd59e512.html?x=0

Una stretta alle speculazioni finanziarie
nelle rinnovabili sotto scacco per l’azione delle lobbies del settore –

 

Con l’art.45, intitolato Abolizione dell’obbligo di
ritiro dell’eccesso di offerta di certificati verdi
, il Governo punta ad abolire l’obbligo per
il gestore unico di ritirare i certificati verdi in eccesso di offerta al fine
di ridurre i "costi del sistema": viene eliminata una voce costo,
generatasi in misura significativa a partire dal 2008, a causa appunto
dell’eccesso di offerta, posta a carico del gestore dei servizi elettrici e
quindi della componente tariffaria A3 (pari a 630 milioni di euro per la
competenza dello stesso anno 2008). Pertanto, l’art.45 produrrebbe minori costi
sulla bolletta elettrica dei cittadini stimabili tra i 500 e i 600 milioni di
euro annui.

Analizzando la questione dal punto di vista
delle aziende che stanno investendo in mega centrali elettriche da fonti
rinnovabili la situazione
è diametralmente opposta . Fino ad oggi nei loro business plan
figurava una voce nei ricavi riconducibile ai certificati verdi che aveva una
correlata "fidejussione" da parte del GSE nel senso che se anche il
mercato non riusciva ad assorbire i propri certificati il GSE li comprava ad un
prezzo minimo garantito . Questo favoriva sopratutto le banche finanziatrici
che si vedevano garantire gli introiti ai loro clienti e quindi ridotti i
rischi di insolvenza , uno stimolo dunque al settore ; purtroppo oltre a
stimolare il settore , come tutte le azioni di "doping" , si sono
verificate anche storture o effetti negativi (il rovescio della medaglia) .

Eclatanti sono i casi delle infiltrazioni
mafiose o i casi di corruzione accertati in sud italia fino alla sardegna ;

Dannosi gli effetti finali sull’ambiente per
molti impianti che dietro alla facciata di "rinnovabili" sono stati
progettati e costruiti solo sul modelle finanziario del business plan , giusto
a titolo di esempio ricordiamo le 10 pale eoliche di Riparbella , che se mai
saranno costruite (pende un ricorso al TAR) vedranno due pale non autorizziate
a funzionare nelle otto ore notturne , come dire ….  distruggiamo l’efficienza energetica :

nelle colline pisane gli impianti eolici
lavorano "solo" intorno alle 1300 ore anno ( due mesi su 12 !) , la produttivit
à per ettaro occupato è 
infinitesimale rispetto a quella di una centrale a gas , se poi le
dobbiamo spegnere 8 ore su 24 , lascio a voi ogni commento .

L’Art 45 inoltre non modifica assolutamente
la situazione degli impianti a consumo locale ossia quelli per autoconsumo che
non hanno mai goduto dei certificati verdi , per intenderci gli impianti
casalinghi sui tetti o a terra e tanto meno gli impianti aziendali dedicati
sempre allo scambio sul posto. 

Molti inoltre si soffermano sull’impatto che
tale norma potr
à avere sull’occupazione riferendo di un indotto che entrerà in crisi … puro terrorismo
considerando che :

0.       Gli impianti utilizzano
prevalentemente tecnologie straniere ;

1.       Eolico e Solare non creano
occupazione a lungo termine ma solo in fase di  
cantierizzazione;

2.       Solo gli impianti a
biomasse , che utilizzano materia prima locale , possono creare un indotto che
assorbe manodopera; 

3.      sarebbe utile investire i soldi risparmiati per far partire la
conversione delle fabbriche dismesse in seguito alla crisi mondiale , se esse
iniziassero a produrre pannelli fotovoltaici, pannelli termici , generatori a
biomasse etc etc allora si che si creano posti di lavoro reali e proiettati al
futuro .

Ricordiamo che i certificati verdi incidono
su tutti i tipi di impianti ad energia rinnovabile , ecco lo sviluppo scomposto
di impianti a biomasse alimentati da olio di palma , termovalorizzatori
alimentati con i rifiuti di altre regioni e via dicendo …… il peggio dei
difetti e delle problematiche di questi impianti .

 Pubblichiamo la repilica di Italia Nostra alle false dichiarazioni della EWF , le prove di quanto affermato le trovate neid ocumenti di apporvazione del progetto eolico di Riparbella. 


 
 In qualità di membro del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d’Italia Nostra e in particolare
di responsabile per l’energia eolica intendo anch’io rispondere
all’intervento
del
 Presidente della Società "Euroepan Wind
Farms Italy e parco eolico Monte Vitalba, dato che tale scritto dalle pagine di
Greenreport del 9 giugno (che riporto in pedice)  si rivolge espressamente a
me, e all’associazione che rappresento 
  
Fonti energetiche rinnovabili ed efficienza sono un
binomio inscindibile
, che garantisce una concreta
sostenibilità delle impiantistiche a qualsiasi livello di potenza
realizzabile
.

Concetto ribadito da autorevoli documenti che focalizzano
la stretta relazione tra le due componenti e convalidano gli obiettivi
raggiungibili con questa sinergia. 

In questa ottica la tecnologia eolica non si può
sottrarre ad una attenta valutazione sulla reale efficienza ottenuta e
ottenibile. Oltre al GSE, persino il "Wind Power Barometer – EurObserv’er", ha
evidenziato la scarsa produzione elettrica da eolico in Italia, in rapporto alla potenza
installata.

Criticità che da diversi anni Italia Nostra, ed altre
associazioni ambienaliste nazionali e regionali, denunciano come insuperabile,
in quanto strutturalmente connessa alla situazione geografica italiana e alle
conseguenti caratteristiche anemometriche scarsamente vocate all’uso della
tecnologia eolica.

 

Le statistiche al 2009 sono esplicite :

media delle ore equivalenti/anno pari a solo
1.255
.

Ossia il 37% in meno di quella soglia delle 2.000 ore
ovunque riconosciuta come discriminante sul piano della convenienza economica di
questi impianti. In altre parole un funzionamento continuato alla massima
potenza di solo 52 giorni/anno,
nemmeno 2 mesi!

Ritornando al concetto dell’efficienza, non si può fare
a meno di segnalare l’assoluta inconsistenza della produzione eolica italiana.
Le 1.255 ore corrispondono ad una
efficienza di circa il 14%.
Siamo ai livelli degli impianti
fotovoltaici attuali.

Per tornare allo specifico delle centrali eoliche progettate
da European Windfarm in Toscana, ad Ali Rahimian ricordiamo che:

1) il
consumo di territorio va inteso per tutte le infrastrtture necessarie alla
creazione di una fabbrica industriale qual’è quella eolica, costruzione di nuove
strade, scassi per interramento cavi, centraline elettriche , basi per torri
anche della profondità di 30 metri, disboscamenti ecc…

Un impianto base formato da 10 torri
“consuma” circa 20 ettari  (2 ettari a torre) mentre ad esempio una centrale a
gas da 400 MW occupa 5 ettari, per produrre l’equivalente di 400 MW da eolico è
necessario occuparne 3.560 di ettari a fronte dei 5 della predetta centrale,
questo tanto per citare dati comparativi della presidente degli Amici della
Terra, Rosa Filippini (convegno di Palermo 27/28 marzo 2009). Dunque i 150 Mw
per le colline pisane produrranno la stessa quantità di elettricità di 30 Mw 
termici che funzionino a pieno regime.
 
2) una torre eolica ha una potenza acustica massima al
generatore che supera i 100db: questo si traduce nella necessità da parte dei
Comuni  (tramite Variante votata in Consiglio) di cambiare la zonizzazione
acustica della zona portandola da classe di zona agricola a classe di zona
industriale e di prevedere ampie zone cuscinetto dove la zonizzazione cambia
rispetto a quella tipica delle aree agricole.
3) Se le torri eoliche fossero davvero così silenziose perché
l’Ufficio VIA della Regione Toscana ha imposto che due torri del progetto di
Riparbella siano spente di notte? Così producono ancor meno del poco che
produrrebbero se fossero in funzione 24 h!
4) Aspettiamo tuttora dal signor Rahimian risposte sul socio
di maggioranza della sua società la Euro Trust a.s società dichiarata fallita dal tribunale danese ,sospesa dalla quotazione al London Stock Exchange che ha provveduto al delisting ;
chi sono questi signori e
perché sono falliti? Chi c’è veramente dietro la Ewuropean Wind Farms ?
Si vuole far pagare il costo di operazioni poco chiare alla
collettività italiana che paga gli incentivi .
Il Sig. Rahimian ha
incassato e incasserà incentivi in conto capitale per le sua centrale Eoliche e poi tramite il meccanismo indiretto dei Certificati
Verdi. Soldi dei cittadini italiani che finiscono nelle tasche di chi non si sa !

 
Italia Nostra dice no all’
uso ambientalmente,  paesaggisticamente, economicamente insostenibile di una
tecnologia sviluppata per obiettivi ben diversi dalla produzione industriale;
sistema che mira unicamente ad incentivi, finanziamenti diretti o indiretti,
speculazioni illecite, società di comodo, e comunque a far cassa sulle spalle
dell’utenza.


Cordiali saluti

Mariarita
Signorini
 


membro della Giunta
e del
gruppo di lavoro energia

del Consiglio nazionale d’Italia
Nostra

Eccovi la dichiarazione del Lupo cattivo che pensa noi si sia tutti cappuccetto rosso …..

Progetti eolici in toscana, risposta all’affermazione di Italia
Nostra

In qualità di Presidente della Società "Euroepan Wind Farms Italy e
parco eolico Monte Vitalba, ritengo opportuno fare chiarezza rispetto
alle molte inesattezze affermate negli articoli e negli interventi
pubblicati nelle settimane scorse, anche a firma della responsabilità di
Italia Nostra Maria Rita Signorini, che nocciono all’ambiente, ledono
il diritto a un’informazione corretta e onestae sono strumentali solo ad
accrescere inutili e sterili polemiche.

Non è assolutamente vero
che un palo eolico occupa 2 ha di terreno, non è vero che il movimento
delle pale produce 110 decibel di rumore, non è vero che uccide gli
uccelli, non è vero che non c’e vento. Vediamo qual è la verità.

Un
palo eolico occupa un’area di 15m x 15m di fondazione (cioè appena il
2% di quanto affermato dalla Signorini) .
110 decibel di rumore
corrispondono a un concerto rock, armi di fuoco oppure al rumore di una
metropolitana. Il nostro parco eolico nel comune di Chianni a distanza
di 2-5 metri genera un rumore di 55 decibel, che corrisponde al rumore
di un ambiente domistico. A distanza di 300m si limita a 30-40 decibel,
che è uguale al "rumore" d’ambiente di una biblioteca.

Dopo 6 anni
di rilevazioni anemometriche in Toscana seri studi scientifici e
tecnici, possiamo affermare che in Toscana il vento c’è, così come in
Italia: Escludendo le aree sottoposte a vincolo E solo per l’eolico a
terra, la potenzialità della Toscana è di circa 900 MW. Resta la
disponibilità politica e la verifica di sostenibilità territoriale, per
definire fino a che livello di produzione da energia rinnovabile si può
arrivare e, in Toscana, il Piano Indirizzo Energetico Regionale lo ha
definito.

Non posso esprimermi sul progetti eolici costruiti dagli
altri impresi in Toscana, ma posso dimostrare che il nostro parco
eolico nel comune di Chianni dalla messa in esercizio, dal gennaio 2007
finora, ha sempre avuto produzione superiore di 2.100 ore/anno,
equivalente alla produzione dei migliori siti eolici a livello europei.

Dopo
5 anni di lavoro intenso per lo sviluppo dell’eolico in Toscana è
riuscita a ottenere autorizzazione per la costruzione di 4 progetti
eolici in Toscana. Per tutti i siti abbiamo rilevazioni anemometriche di
3-4 anni, che evidenziano ottima ventosita e fattibilità produtiva. Il
primo di questi quattro cantieri è già stato aperto nel comune di
Firenzuola (FI) ed entro luglio 2010 apriremo gli altri 3 cantieri
previsti nella provincia di Pisa.

Avendo più di 20 anni di
esperienza nel eolico sia come ingegnere specializzato, che come esperto
in management e gestione finanziaria, posso anche affermare che un
impianto eolico ha una vita fisica certificata di 20-25 anni,
chiaramente esercitando sempre la manutenzione appropriata e necessaria.
Non è assolutamente vero che sia necessaria la sostituzione delle parti
principali degli aerogeneratori per difetti e/o guasti. In Danimarca e
in Germania sono in funzione ancora impianti con più di 20/25 anni di
vita. Ma è vero che si può decidere di sostituire un impianto eolico
dopo una dozzina di anni, avendo la disponibilità di una tecnologia più
efficace e competitiva (così come si cambia un computer vecchio di
qualche anno).

Dal punto di vista della produzione di energia
elettrica ogni singolo aerogeneratore da 2 MW di potenza installata può
produrre energia per il fabbisogno di ca. 1000-1300 famiglie all’anno.
Per quanto riguarda i tempi di ammortamento del capitale esposto per la
realizzazione di un parco eolico il calcolo non è così semplice e
semplicistico come, per esempio, Italia Nostra proclama. Vanno
considerate voci come il costo del mutuo, gli impegni
economico-finanziari verso il Comune e i proprietari dei terreni, ICI,
il costo di gestione, servizio e manutenzione e, infine, le tasse.
Comunque possiamo parlare di circa 10-12 anni di tempo per il ritorno
dell’investimento.

E, infine, affrontiamo la questione relativa
agli incentivi dovuti a chi produce energia da fonti rinnovabili: i
certificati verdi. In altri paesi europei lo stato tassa chi produce
energia da fonte convenzionale ma non chi produce energia pulita,
basandosi sul principio " chi inquina paga". In Italia, invece, chi
inquina continuando a produrre energia da fonti fossili non paga e chi
produce energia da fonte energetica rinnovabile riceve incentivi.

Mentre
in Italia si chiacchiera e ci si disinforma, il resto del mondo sta
investendo nell’eolico. Questo è un segno positivo di vitalità del
settore e delle scelte operate in molte parti del mondo Con l’eolico in
Spagna si fa il 32% del fabbisogno nazionale, in Danimarca il 23%, in
Germania il 18%, con l’obbiettivo di arrivare fino al 50% entro il 2020.


Solo tutte falsità , questa è l’unica risposta che il
Sindaco Fontanelli sa dare alle segnalazioni e richieste dell’opposizione , ma
noi continuiamo a battagliare con l’appoggio dei tanti cittadini stufi di
sentirsi ripetere promesse che non vengono mai mantenute . Il turismo , altro
punto cardine dell’economia Riparbellina ,dopo l’agricoltura , è uno di quei
temi che non si comprende come possa essere sempre trascurato . L’unica cosa che
l’amministrazione comunale si vanta di aver fatto è mantenere in vita un
ufficio turistico a circa 5km dal centro di Riparbella gestito alla meno
peggio, con un operatore solo , che non è neanche in contatto con la maggior
parte delle strutture . Gli operatori turistici hanno più volte segnalato la
necessità di creare una maggior collaborazione tra l’ufficio e loro ,
d’altronde l’ufficio turistico dovrebbe promuovere il territorio e non
viceversa …e per svolgere la funzione di distribuire qualche brochure ai
pochi turisti che li si fermano ( la maggior parte di questi pochi sono
alloggiati nelle due strutture vicine )
bastava lasciare un banchetto all’interno del Comune o del bar centrale
risparmiando così tanti soldi . Ma al
Turismo non basta certo un ufficio
dispensa brochure , servirebbe un piano d’azione che dia un indirizzo su quale
tipo di turismo si vuole promuovere nel nostro territorio , invece in consiglio
comunale la maggioranza legge uno studio fatto in Scozia per sostenere che
l’impatto delle future pale eoliche sul nostro turismo sarà insignificante e
chissà se costruendo le pale sarà dato anche un gonnellino ad ogni riparbellino
.

Semplici percorsi in
mountain-bike o passeggiate nei boschi ben segnalate con punti di sosta
panoramici sono opzioni attivabili con interventi a basso non solo sono assenti
su tutto il territorio comunale ma di cui non se ne parla nemmeno ; una
promozione del paese verso il turismo “fuori stagione” , con
iniziative che cerchino di creare nei turisti gli stimoli e i motivi per venire
a visitare Riparbella fuori dai tre mesi estivi cercando di dar valore ai
prodotti enogastronomici locali sono alcune delle proposte fatte anche
ascoltando le difficoltà che il settore sta attraversando .

L’assenza ancor oggi
(giugno) di un programma definitivo delle manifestazioni estive e la totale
assenza di coinvolgimento delle strutture nella programmazione delle stesse fa
si che ogni operatore sia obbligato a far da se sprecando risorse che se messe
insieme darebbero indubbi vantaggi a tutti quanti , d’altronde le commissioni
consiliari , ad oggi , non sono ancora state convocate dimostrando quanta poca
voglia di condividere le scelte ci sia nell’attuale maggioranza .

Altro aspetto che tutti
gli abitanti di Riparbella è il degrado che si respira entrando nel borgo . Il
primo elemento caratterizzante il paese sono splendidi cassonetti
dell’immondizia collocati in ogni dove , forse si teme che qualcuno si possa
lamentare di dovere far troppo metri per gettare l’immondizia però l’odore estivo
che emanano e lo spettacolo visivo è altrettanto vicino, per un’altra
misteriosa scelta gli stessi sono collocati davanti a tutti gli ingressi degli
agriturismi dando bella mostra di se ai nuovi arrivati che hanno così
l’occasione di vedere cosa hanno consumato i loro predecessori !

Arrivando da Cecina
fa bella mostra di se la “vasca” , una fontana abbandonata che il
Sindaco non ha trovato mai modo e tempo di risistemare nei cinque anni del suo
mandato. Le lamentele dei commercianti
in merito alla pulizia delle strade è ormai talmente costante che nessuno più
ci fa caso , le condizioni in cui è mantenuto il parco dalla chiesa nei pressi
delle scuole dove sono stati rinvenuti topi morti nell’erba alta ed un cane è stato portato d’urgenza dal veterinario
per un principio di avvelenamento dopo aver bevuto da una pozzanghera sono
fatti che non hanno bisogno di commenti e ci fermiamo qui per questioni di
spazio sul giornale .

Forse io vivrò sulla
luna ma è bene che il Sindaco , rientrando da Marte , inizi ad aprire gli occhi
su cosa è veramente Riparbella oggi e la smetta di pensare solo a progetti
faraonici, peraltro contestati da buona parte dei cittadini . Forse i 100.000
euro spesi per il progetto di fattibilità della variante al paese (di cui non
si parla e che costava solo 10.000.000 di euro! ) o i 90.000 euro spesi per il
monumento in ricordo dell’eccidio alle Marie , peraltro già presente vicino al
luogo in cui avvenne , potevano essere
spesi per rendere più piacevole e decoroso un paese in stato di abbandono ?

La crisi del sistema
economico mondiale obbliga a riflessioni importanti ed è una occasione per dare
impulso a scelte virtuose che sono parte della storia rurale di Riparbella ,
assurdo dunque continuare a inseguire modelli industriali e di cementificazione
ormai superati e senza futuro per le nuove generazioni .

Eccovi l’articolo che è uscito oggi 10 06 2010 sul Corriere di Livorno

http://files.me.com/saxdesax/xw2lfa

Corriere di Livorno  
 07 giu 2010
 
Agricoltura Dimenticata
La vera situazione dell’agricoltura a Riparbella
(prima risposta al Sindaco di Riparbella che ritiene di aver fatto molto per l’agricoltura !)
 
http://files.me.com/saxdesax/wp01b5

Eccovi l’articolo uscito oggi 2 giu 2010 sul Corriere di Livorno … da domani e nei prossimi giorni le felici repliche di chi ne ha tante da dire …

 

 CDL3giu.pdf

 

 NO WORDS !

 Aspettiam di vedere se anche a Riparbella , Santa Luce , Chianni , Casciana Terme , Lajatico e Montecatini VdC gli uffici turistici adotteranno la stessa filosofia di marketting ! o forse nasconderanno le pale dalle broschure ?

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