Estratto dal blog di Beppe Grillo
(http://www.beppegrillo.it/2010/03/il_nodo_di_gordio/index.html)
Il cittadino è escluso da qualunque scelta. La democrazia non è mettere una croce sul simbolo di una coalizione ogni cinque anni. La democrazia è partecipazione. In teoria, esiste anche in Italia. Il referendum è una forma di partecipazione, lo sono le leggi di iniziativa popolare. Entrambi, però, solo a livello nominale. Le firme finiscono nei sotterranei del Senato e lì rimangono per sempre. I referendum sono boicottati o ne viene persino ignorato l'esito, come nel caso del nucleare.
La Costituzione sovietica era, sulla carta, la migliore del mondo. La sua applicazione dipendeva però dalla volontà di Stalin e della gerontocrazia che lo seguì. Il potere al popolo e il popolo nei gulag. L'Italia è un gulag moderno, con abitanti senza voce, senza diritti. Una pentola a pressione con (sopra il coperchio) una classe di persone che la sfrutta fino in fondo, fino all'ultima zolla di terra, di albero, di fiume, di aria, di energia. In Italia è in atto in modo ormai palese una nuova lotta di classe. Da una parte la classe dei cittadini, dall'altra gli "spaghetti power", dove tutto è intrecciato: i concessionari di confindustria, gli appaltatori pubblici, una parte del clero, la massoneria, i partiti, la criminalità organizzata, i servizi deviati dello Stato, il sistema bancario, l'informazione. E' un'orgia. Se tiri un solo spaghetto, sollevi un gomitolo inestricabile, un nodo di Gordio.
Il cittadino ha una sola possibilità, mettersi l'elmetto, farsi Stato e riappropriarsi della sua vita con azioni concrete, dirette, non intermediate dai politici. Siamo persone, non merci. Viviamo in uno Stato, non in un mercato.
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03/18/2010
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Le scelte del comune sono sempre da prima pagina ! Dopo le lettere denuncia di
Marco Ricci sui giornali proviamo a dicuterne in Consiglio ma anche li il Sindaco non vuole saperne: " Non abbiamo responsabilità , Nettare è stata scelta e segnalata dalla Regione !" questo è quanto ha dichiarato .
il Tirreno — 17 marzo 2010 pagina 02 sezione: CECINA
RIPARBELLA. Non era uno dei punti all’ordine del giorno, ma al consiglio comunale di lunedì è stato affrontato anche il cosiddetto caso-Nettare. La società di Navacchio nel 2008 aveva vinto il bando regionale per portare internet veloce nelle zone rurali delle province di Pisa e Livorno. Purtroppo, il servizio non è stato all’altezza delle aspettative e diversi comuni sono insorti. Alla fine anche la Regione ha deciso di “scaricare” Nettare in favore di un’altra ditta (Telivcom) che avrà il compito di riparare al danno. Anche a Riparbella molti privati e strutture ricettive hanno sottoscritto un contratto con Nettare. Alcuni di loro hanno pagato e non sono mai riusciti a connettersi, altri sono stati più fortunati. «Stiamo raccogliendo i contratti - spiega il consigliere comunale Francesca Fantini - per ora siamo a 23. Avevamo chiesto la mappatura per avere il numero preciso, ma Nettare non ha risposto». La spesa per un abbonamento di 3 anni si aggirava intorno ai 980 euro, in alternativa si poteva scegliere un finanziamento da 29 euro al mese. «Purtroppo - spiega la Fantini - chi ha sottoscritto un finanziamento è in una situazione critica perché la finanziaria ha anticipato i soldi a Nettare. Quindi, non è detto che restituisca i soldi». In alcuni comuni, chi non ha usufruito del servizio sta passando alle vie legali. - Rino Bucci
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03/18/2010
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il Tirreno — 17 marzo 2010 pagina 02 sezione: CECINA
RIPARBELLA. La prima a sbottare è stata la moglie del sindaco. «Ora basta. Quelle a mio marito e ai mie figli sono accuse infamanti». Così la signora Graziella ha preso carta e penna per vergare una lettera che ha poi consegnato a don Bruno, il parroco, perché la pubblicasse sul prossimo numero del Campanile, il giornale del paese. Una reazione di rabbia e sconcerto dopo quelle lettere anonime «scritte da vigliacchi» che accusano Fontanelli di presunti affari con imprenditori e tirano in ballo i figli. Un episodio su cui indagano i carabinieri, dopo che il sindaco ha sporto denuncia incassando peraltro una solidarietà bipartisan, dalla maggioranza e dall’opposizione. «Questi sono fatti gravissimi», ha detto Emilio Mancini, rivale di Fontanelli alle ultime elezioni a capo della lista civica Insieme per Cambiare. Il sindaco, per primo, ha parlato di «clima avvelenato» e lo ha fatto in una seduta consiliare - quella di lunedì - in cui ancora una volta si è acuito lo scontro fra due fazioni sull’ormai famigerato parco eolico. Eppure non c’è una relazione diretta (e forse neppure indiretta) tra le minacce e la tensione che a Riparbella si taglia col coltello sulle «torri del vento». Anzi, le accuse a Fontanelli non fanno mai riferimento all’eolico. Semmai affondano le radici nel passato, sembrano riemergere da un magma di rancori mai sopiti, piccole guerre di potere, personalismi che si attagliano più alle vicende di un borgo collinare che ad altro. Tutto succede, infatti, a Riparbella, 59 km quadrati di territorio, 1318 abitanti, 20 agriturismi, una parrocchia, un’associazione numerosa (152 iscritti) come la Pro Loco, un’amministrazione comunale che ha riconfermato alle ultime elezioni il primo cittadino uscente Fontanelli, dipendente comunale a Cecina. Tutta colpa delle pale da 120 metri? «Guardi, l’eolico semmai ha fatto da detonatore alla protesta - spiega ancora Mancini - perché il malcontento è più generale e nasce dal fatto che a Riparbella non ci sono politiche per il turismo, non ci sono politiche per l’agricoltura. Il no a questo parco eolico deriva dall’assenza di una politica energetica seria e questo progetto è stato scelto solo per portar soldi nelle casse comunali». E’ innegabilmente un progetto che divide. Eccome. Contro le torri sul Malconsiglio si sono pronunciati ambientalisti, ma anche cacciatori. E tra gli amientalisti c’è chi - come il presidente di Legambiente Baronti - si è detto d’accordo, attirandosi gli strali del neonato comitato cittadino. L’eolico divide intere famiglie, con padri favorevoli e figli contrari, e viceversa. Divide gli imprenditori e rompe il tradizionale schema sinistra contro destra, diventando fenomeno trasversale. Cristiano Meini, agente immobiliare, storica famiglia di sinistra, ne è la personificazione vivente. Lui, in tre giorni, ha raccolto più di 300 firme per chiedere un referendum sul progetto perché crede fermamente che i riparbellini debbano pronunciarsi. «Sono convinto - dice Meini - che i 70% di quello che ingiustamente chiamiamo popolino se oggi si votasse sarebbe contrario al parco eolico. Ecco perché chiedevamo al sindaco e alla giunta di concedere il referendum. Perché è anche scritto nel programma elettorale». «E guardate - avverte Meini - un errore di oggi sarà pagato domani..» Per un imprenditore contrario, eccone uno favorevole. E’ Luca Nuti, titolare dell’azienda vitivinicola La Regola: «Sono d’accordo - dice a proposito dell’eolico - e sono convinto che la comunità dovrebbe utilizzare l’impianto e l’energia pulita come veicolo di promozione del territorio. L’esperienza di Castellina e di Montecatini Val di Cecina ci insegna che il turismo può convivere con questo tipo di impianti». Chi conosce bene l’atmosfera del paese ed il carattere dei riparbellini è Renzo Meini, storico leader della Pro Loco cittadina e di quella pisana. «Oggi si vive unn clima che non aiuta il paese», dice Meini. «Quella sull’eolico è una battaglia aspra, sembra una telenovela. Ci si dimentica che Riparbella ha villaggi turistici, agriturismi, imprese. Bisogna abbassare i toni, subito». Con chi sta la Pro Loco? «Io l’ho già detto, pubblicamente - ripete Meini -. Per il ruolo che rappresento nell’associazione non voglio prendere posizione. Anche se naturalmente ho le mie idee...» Che i toni siano sopra le righe lo fa notare anche don Bruno Chiavacci, il parroco. «Sì, ci sono queste due fazioni che non riescono a trovarsi d’accordo. Ci sono opinioni diverse perfino nelle stesse famiglie. Cosa può fare un parroco come me? Cerco di portare il buon per la pace e rasserenare gli animi». Eppure per il sindaco Ghero Fontanelli questo «clima avvelenato» ha qualcosa «di inspiegabile». Proviamo a chiedergli se effettivamente l’eolico sia stato solo l’epicentro di un sisma che ha avuto altre precedenti scosse. Tipo la bufera sull’autovelox, per esempio, che lo ha investito in pieno, con la protesta di centinaia di automobilisti contro le ‘infernali macchinette’sulla 206. «Certo, attorno all’autovelox c’è stato tanto frastuono - ammette Fontanelli - ma il comune di Riparbella dal punto di vista politico ne è uscito indenne, anzi più forte visto che abbiamo rivinto le elezioni». Vecchi affari, qualche rancore di cittadini che possono avercela con lei? «Faccio il politico e l’amministratore da tempo, ho il pelo sullo stomaco. Ma quando si tirano in ballo i miei familiari non ci sto». Però, contro Fontanelli e la sua giunta, l’opposizione sta facendo una battaglia molto forte, senza sconti. E sulle torri del Malconsiglio targate European Wind Farms Italy lo scontro è arrivato ai massimi termini. «Lunedì, in consiglio, ho fatto un paragone - dice Fontanelli - Per il parco eolico di Montecatini ci sono state liti? Non mi risulta. Per quello di Chianni non mi risulta ci siano state sollevazioni di piazza da parte dei residenti di Castellina. Mi risulta che a Santa Luce, dove governa una lista civica e a Casciana, i progetti siano stati accolti positivamente. E il 30 marzo Montescudaio, che ha fatto due referendum, chiude l’istruttoria di monitoraggio per l’installazione di un parco eolico alla Steccaia. Dunque in basso, nella vallata, e non sui crinali delle colline come in tutti gli altri casi. Ci sono state polemiche? Bene, io chiedo espressamente alla lista civica di Riparbella, e lo mettoper scritto, di dirmi se sono favorevoli all’eolico, dove vogliono farlo, con quante pale. Me lo dicano, per favore...» Insomma, le minacce al sindaco con l’eolico non c’entrano un fico secco, ma la temperatura dei rapporti fra maggioranza e opposizione non è mai stata così rovente. Fontanelli dice che il progetto è un’opportunità: royalties per le casse comunali, sconti nelle bollette, asfaltatura di strade, investimenti ambientali. I contrari dicono che sarà una «mazzata al turismo», senza benefici e ricadute. Il paese è diviso e sul colle, in attesa delle pale, si respira da un po’ di giorni un’aria davvero brutta.
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03/18/2010
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Premesso che :
-tale lettera ( 1 febb ) è antecedente alla riunione pubblica di presentazione da parte dell'amministrazione del progetto ;
-in tale presentazione il Sindaco ha parlato di un progetto di sole 10 pale e la ditta ha affermato che non capisce come si fa a rinunciare alle 5 pale del poggio malconsiglio che è il più redditizio;( 2 le ha eliminate la procedura di Via con l'intervento del Comune di Castellina che non era stato convocato )
-la ditta ha terminato al sua presentazione con l'affermazione che "per ora" se ne faranno 10 !
-in tale sede non si è capito dove venissero collocate le pale !
Date queste premesse è bene leggere con attenzione la lettera indirizzata dalla EWF al Comune il 1 febb 2010 :
1.) la ditta conferma che la procedura di VIA ,con il parere favorevole di tutti gli enti competenti ( quindi anche il comune di riparbella ) , ha approvato il progetto di 15 pale ;
2.) la ditta conferma che "non sono stati trovati elementi di tipo ambientale ostativi alla proposta con riferimento alla posizione dei singoli aerogeneratori sia al loro numero (15)(però la procedura di VIA ha determinato che ben 7 pale superano i limiti di legge per le soglie di rumore e ha prescritto che venga presentata una soluzione perchè rientrino nei parametri , in caso contrario non sono approvate . Quindi solo 8 pale hanno ad oggi l'approvazione completa e di queste 3 sono sul Malconsiglio , escludendole ne rimangono 5 !.)
3.) La ditta prende atto che la giunta si è impegnata in campagna elettorale per soli 10 aerogeneratori ( e non dice che esclude il Poggio Malconsiglio )
4.)Tanto premesso la ditta propone due progetti , 10 pale ,di cui due sul malconsiglio, o 12 pale, di cui nessuna sul malconsiglio .
5.)La ditta rimette la questione al Comune chiedendo di dargli "valide motivazioni " in merito alla scelta che si vorrebbe fare .
Tale ultimo punto , a prima vista irrilevante , in realtà è il nocciolo della questione tecnico amministrativa . La procedura di Via ha approvato un progetto nella sua completezza ( 15 pale ) e non è facile modificarlo senza incorrere in problemi di validità .
Il progetto di 12 pale senza le 3 superstite del malconsiglio è palesemente improponibile in quanto prevede ben 2 pale in più di quanto giurato e spergiurato da tutta la maggioranza .
Il progetto di 10 pale ne prevede 2 sul poggio malconsiglio dunque in evidente contrasto sempre con quanto giurato e spergiurato da tutta la maggioranza .
Riteniamo grave che nessuno nella maggioranza si fosse accorto che due pale sono sul malconsiglio e la loro sorpresa in Consiglio ci lascia pensare che si affronti il tema con troppa superficialità !
Il motivo poi percui se ne mettono due sul malconsiglio è abbastanza intuibile , la produzione delle pale sul poggio più alto è più remunerativa rispetto a quelle in "seconda fila" , quindi la ditta dice semplicemente :
o dieci con il malconsiglio o 12 senza , dove le due in più mi danno il reddito che perdo sul poggio !
Un discorso perfettamente logico dal punto di vista economico finanziario , ma come è possibile che nella maggioranza tanto attenta a tutto a nessuno sia venuto il minimo dubbio o abbia ritenuto doveroso guardare bene i disegni !
Resta il fatto che entrambe le proposte della ditta non sono compatibili con il programma elettorale della maggioranza e questo è forse il motivo per cui non sono stati resi pubblici ,ma se così fosse la situazione torna a complicarsi e non è così semplice come il Sindaco vuol far credere avendo la ditta il vantaggio strategico di un progetto approvato per 15 pale ... più di dieci e con tre sul malconsiglio !
Ringraziamo il Sindaco per aver permesso questa situazione di forte imbarazzo che ricorda le sciagurate strategia decise nel caso Autovelox ... e speriamo che la giunta sappia uscirne con onore !
A voi la lettera per decidere da soli cosa c'è scritto :
EWF 10-12 pale.pdf
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03/16/2010
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Il Tirreno , martedi 16 marzo ...
Oltre al fatto che non leggono le lettere che la committente spedisce in comune , bocciano anche la richiesta di una rinuncia esplicita alle 5 pale del malconsiglio perchè tanto è la giunta a decidere e poi bocciano il referendum perchè invece è la regione e non la giunta a decidere ... insomma a volte il vento fa girare le certezze dei consiglieri di maggioranza talmente bene ed in fretta che forse le pale eoliche starebbero bene in consiglio e non sui poggi !
a voi il Tirreno di oggi :
Il tirreno 15 mar.pdf
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03/16/2010
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A Riparbella la maggioranza rinnega le proprie affermazioni nella stessa seduta di consiglio!
Il tema scottante del parco eolico approda finalmente in consiglio grazie alla lista di minoranza e in sol botto la maggioranza riesce a contraddirsi almeno tre volte .
Prima approva , e non poteva fare altro , le proprie linee di programma relative al parco eolico , 11 punti che , come vedremo in separata sede ,non sono assolutamente compatibili con il progetto in corso di approvazione .
Poi vota contro la richiesta di una lettera di rinuncia formale da parte della ditta delle 5 pale poste sul poggio malconsiglio e presenti nel progetto che ha passato la procedura di Via . La giustificazione di tale voto contrario da parte della maggiornaza è stato che esiste già una delibera di giunta in cui si precisa che le pale devono essere 10 e non sul malconsiglio e che comunque la parola del Sindaco vale come un contratto . Tutti ribadiscono che le pale saranno solo 10 e non sul malconsiglio per poi sorprendersi quando relativamente ad una proposta scritta dalla EWF e inviata al Comune poco tempo fa la stessa presenta una proposta alternativa alle 15 pale così fatta : o 10 pale di cui 2 sul malconsiglio o di 12 pale senza malconsiglio . La maggioranza prova a negare il fatto che la proposta delle 10 pale coinvolga il malconsiglio affermando che l'opposizione ha letto male poi messi di fronte alla lettera scritta hanno detto che doveva trattarsi di un errore , strano però che nessuno di loro se ne fosse accorto prima visto che è da mesi che si discute del numero e del collocamento e loro continuano a rassicurare che saranno solo 10 e hanno la parola della ditta ... ma di chi dobbiamo fidarci , di chi parla o di chi scrive ?
Per finire in bellezza arriva il colpo di teatro finale . La mozione sul referendum viene anche'essa bocciata dalla maggioranza sebbene nel loro programma , riapprovato nella prima mozione , non avessero escluso la possibilità di farlo . La giustificazione del Sindaco su tale voto negativo è preminentemente tecnica e da lettura di un parere giuridico dell'Avv Paolini . Il riassunto è che la materia del discutere è del settore urbanistico e tale materia non è sottoponibile a referendum e si sofferma sul fatto che tutta la materia è di competenza della REGIONE e quindi non essendo di competenza esclusiva del Comune non è sottoponibile a referendum .
Insomma quando fa comodo decido il numero di pale , quando però chiedono di assumersi la responsabilità decide la Regione ! Di chi devo fidarmi , forse di chi da la parola ma dice lui stesso di non poter decidere ?
La verità , purtroppo , è l'ultima , il consiglio comunale non ha nessun potere in merito al numero delle pale se non quello di far pressione politica , chissa quando lo capiranno i nostri consiglieri di maggioranza che si fidano della parola di chi non può decidere( vedi parere del loro avvocato !).
Fatto poi importante è che la proposta era di un referendum consultivo , che non abrogava o proponeva alcuna norma , solo una consultazione come è stata fatta a Montescudaio dal Sindaco Pellegrini ben due volta ... sarebbe servito come messaggio politico alla Regione che poi decideva sulle pale ... i cittadini di Riparbella lo vogliono o ... non lo vogliono questo impianto , e per altro avrebbe permesso di chiudere la disputa rasserenando l'ambiente .
Si vede che chi è sicuro di avere i voti per governare ha paura che il referendum lo faccia svegliare in un mondo dove non li ha più.
Resta il fatto , importante , che si sono impegnati formalmente tutti , consiglieri e giunta , a fare solo 10 pale e non sul malconsiglio , adesso il problema è tutto loro , noi continueremo la nostra lotta contro questo progetto sbagliato e vigileremo per segnalare ogni eventuale errore o rischio di errore sul percorso sopratutto perchè la maggiornaza tenga fede al proprio impegno con i cittadini .
Alessandro Lucibello Piani
Insieme per Cambiare - Riparbella
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03/15/2010
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il Tirreno — 13 marzo 2010
pagina 02
sezione: CECINA
Ritengo di dover intervenire nuovamente sulla triste questione
dell’Adsl a Riparbella; lo faccio a nome mio e a quello di tanta
gente che ha firmato una disperata quanto difficile richiesta alla
Telecom: professionisti che devono lavorare con internet,
strutture turistiche, singoli cittadini... A Riparbella e in
particolare nella zona della valle (San Martino, Melatina) è
impossibile utilizzare internet, perché oramai la connessione 56 K non
permette più di aprire i siti: in queste zone non arriva nessun
segnale Umts e quindi è impossibile utilizzare le “chiavette”, resta
solo il costosissimo satellite. Nel giugno 2009 scrissi sul
“Tirreno” una lettera nella quale chiedevo al sindaco neoeletto di
occuparsi della questione: invece del suo interessamento, ricevevo il
13 luglio una sgarbata risposta dal primo cittadino, che mi diceva
ironicamente di informarmi meglio perché “a Riparbella internet c’è
e funziona” (Tirreno, 13 luglio 2009). Il sindaco, al quale
probabilmente piace collezionare brutte figure (credo sia stato
l’unico caso di un sindaco rurale che abbia subito una protesta di
piazza) faceva riferimento a due società che fornirebbero il
servizio via etere con antenna, che a San Martino e Melatina non arriva.
Pochi giorni dopo, la stampa pubblicava la notizia dello stato
prefallimentare di una di queste società. Per quanto riguarda l’altra,
il sottoscritto sta cercando, con i volenterosi titolari, di far
arrivare qualche segnale nella sperduta campagna riparbellina,
dimenticata dallo stesso sindaco. Insomma, Riparbella ricorda un po’
Cuba o la Cina, dove il regime impedisce l’utilizzo della rete.
-
Marco Ricci / (San Martino Riparbella)
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03/15/2010
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Energie Rinnovabili
QUALI SCELTE SOSTENIBILI PER IL FUTURO ?
Castellina Marittima, 19 marzo ore 21:00
Sala Conferenze Ecomuseo dell’Alabastro
Le esperienze del Territorio Toscano raccontate da tecnici e l'impatto ambientale delle diverse tecnologie
Prof. Alessandro Sbrana
Università di Pisa (Scienze della Terra )
Prof. Massimo Ricci
Università di Firenze, Università di Harvard, Unesco
Sono liberamente invitati ad intervenire gli amministratori del territorio Pisano e Livornese.
Lista civica PER CASTELLINA
CASTELLINA MARITTIMA
Liste civiche INSIEME PER CAMBIARE
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03/14/2010
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Finalmente si discuterà di Eolico nel Consiglio Comunale di Riparbella !
A distanza di anni dall'inizio del procedimento di approvazione del progetto eolico del malconsiglio sarà la prima volta che se ne dicuterà in aula e questo grazie alla richiesta della Lista Civica di opposizione che ha chiesto un consiglio comunale e presentato tre mozioni :
Nella prima mozione si chiede ai consiglieri di maggioranza di ribadire tutti gli undici punti da loro presentati alle elezioni meno di un anno fa , tra QUESTI IL NUMERO DI DIECI PALE ESCLUDENDO IL MALCONSIGLIO , la non esclusione di un referendum ... etc etc .
Nella seconda mozione si avverte che il progetto ad oggi è approvato con 15 pale grazie al silenzio del Sindaco durente la procedura di Via e pertanto se la giunta vuol mantenere fede al suo impegno per sole 10 pale deve ottenere un documento di RINUNCIA esplicita da parte del proponente alle 5 pale del Malconsiglio approvate dalla Regione .
Il terzo e più importante punto riguarda il rispetto non solo del programma ma anche del diritto ad esprimersi della cittadinanza , ben 300 firme raccolte nella petizione per una consultazione sul tema non lasciano adito a dubbi ma sembra che il il Sindaco appoggiato dal PD locale si voglia comportare come il PDL di Roma , abbiamo vinto e ora si fa come vogliamo noi ...
insomma i cittadini non contano niente !
Insieme per Cambiare
a.lucibello piani
L'articolo di oggi sul Corriere di Livorno
cdl130432010.pdf
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03/13/2010
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Chi si aspettava la soluzione dei problemi generati dalla società Nettare, è uscito deluso dalla riunione di lunedì sera a Castellina presso l’Ecomuseo dell’alabrastro.
Organizzata dall'assessore comunale, Barbara Cecchetti, e un rappresentante della società TeLivcom, all'assemblea hanno partecipato circa una ventina di utenti della banda larga in wireless di cui Nettare è stato fornitore nelle province di Pisa e Livorno fino a qualche giorno fa.
La Telivcom nata da due anni per sviluppare sulla zona di Livorno la fibra ottica subentra a Nettare per affitto di ramo d'azienda dal 29/09/2009.
La situazione resta complicata: gli utenti, che hanno bisogno della connessione rapida e che sono già stati scottati dall'esperienza avuta con un piccolo fornitore locale di connessione, non si sentono tutelati da una società altrettanto piccola che non ha nessun interesse a raggiungere come copertura le zone che rimangono più isolate e portare a compimento il progetto di copertura per il quale la Nettare ha ricevuto i contributi pubblici
Il rappresentante di Telivcom, Fabio Misuri, ho cercato di rispondere alle domande di carattere pratico poste dall'assemblea, non riuscendo a tranquillizzarla: tra i presenti c’erano persone che pur non avendo il servizio attivo continuano a pagare la finanziaria per timore di entrare nella banca dati della centrale dei rischi con tutte le conseguenze che possiamo immaginare nel caso uno si ritrovi a chidere un piccolo prestito .Altri che pur avendo il servizio attivo non erano certo soddisfatti per i continui disservizi dovuti alle interruzioni dei collegamenti.
TeLivcom ha affermato che su 2000 utenti 1000 attualmente hanno stipulato il contratto con la finanziaria ed a questi Telivcom chiede il prolungamento del contratto di almeno un anno a partire dalla scadenza di quello firmato con Nettare.
Gli utenti avranno a disposizione fino al 31 marzo per effettuare questa scelta o in alternativa recedere dal contratto. A questo punto gli utenti si chiedono che fine farà il contratto di mutuo stipulato con la finanziaria ?
A questo risponde l’avvocato spiegando che nel caso specifico il contratto stipulato con la finanziaria è un contratto di mutuo di scopo che segue le sorti del contratto principale per il servizio internet .L’avvocato spiega che ci sono varie sentenze favorevoli in merito ai contratti di nutuo di scopo. Quindi una volta risolto il contratto con la Nettare stessa sorte dovrebbe avere anche il contratto con la finanziaria. Il consiglio che l’avvocato rivolge a tutti coloro che hanno disservizi è quello di diffidare la società ad adempiere alla prestazione altrimenti il contratto sarà considerato risolto e darne comunicazione anche alla finanziaria.
Resta comunque un grande interrogativo , chi completerà l’opera di copertura iniziata da Nettare? La società Telivcom ha affermato che non subentrerà nel bando regionale e che pertanto non lavorerà con soldi pubblici. Quindi non è chiaro se e quando la Regione deciderà sull’erogazione del contributo ci sarà un’ultreriore passaggio dalla Telivcom alla nuova società.
Ulteriori dubbi saranno chiariti nella prossima riunione che sarà organizzata a Riparbella con la Telivcom.
Emilio Mancini
Capogruppo "Insieme per Cambiare"
Postato in Nettare ... fallimento annunciato Stampa
03/12/2010
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IL GUP di Palermo Daniela Troja ha condannato
complessivamente a 33 anni di reclusione sei tra imprenditori, tecnici
comunali e esponenti mafiosi accusati di avere pilotato le gare
relative alla realizzazione di impianti eolici nel trapanese. L'
indagine era stata coordinata dal pubblico ministero della Dda di
Palermo Piero Padova. La pena più alta (8 anni e 4 mesi) è stata
inflitta a Giovan Battista Agate, fratello dello storico boss Mariano;
a Giuseppe Sucameli, architetto impiegato al Comune di Mazara del
Vallo e ad Antonino Cuttone. Tutti e tre rispondevano di associazione
mafiosa. Tre anni ha avuto l' ex consigliere comunale Vito Martino che
rispondeva di corruzione. Per corruzione aggravata dall' avere
agevolato Cosa nostra è stato invece condannato a 2 anni l'
imprenditore trentino Luigi Franzinelli. Infine, dovrà scontare un
anno e 10 mesi di reclusione il socio di Franzinelli, Antonio Aquara.
L' inchiesta nasce da una serie di intercettazioni delle
conversazioni del mafioso Matteo Tamburello, processato separatamente.
«Un palo a Mazara non si alza se non lo voglio io» diceva alla
moglie, al telefono. Una frase apparentemente poco chiara che ha fatto
insospettire gli investigatori e ha dato input a un' indagine sugli
interessi di Cosa nostra nella realizzazione dei parchi eolici nel
trapanese. Presto, infatti, carabinieri e polizia hanno capito che il
«palo» altro non era che la «pala eolica» e che dietro al business
dell' energia alternativa s' era costituita una sorta di joint venture
tra imprenditoria, cosche e politici, tutti interessati ad
arricchirsi col nuovo affare. Per realizzare i suoi scopi la mafia non
avrebbe esitato a tessere alleanze con la politica, in particolare
con esponenti delle pubbliche amministrazioni come Vito Martino,
consigliere comunale di Forza Italia che in cambio di denaro avrebbe
in tutti i modi favorito la Sud Wind, riconducibile all' imprenditore
trentino Luigi Franzinelli, nell' assegnazione della convenzione per
la realizzazione del parco eolico.
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03/12/2010
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il Tirreno — 05 marzo 2010 pagina 02 sezione: CECINA
Il presidente dell’Arci Bassa Val di Cecina, nel suo intervento sull’eolico a Riparbella dimostra di avere le idee piuttosto confuse. Dice “in una zona devastata da industrie come la Solvay, il cui impatto visivo è a dir poco inquietante suona ridicolo quando ci si scaglia contro l’impatto visivo di qualche pala eolica”: innanzitutto il paragone con la Solvay è del tutto fuori luogo. Nella zona interessata dall’impianto eolico non esistono stabilimenti chimici o centrali elettriche di sorta, ma al contrario la natura regna indisturbata. Secondo l’Arci il fatto che a 30 km di distanza esista uno stabilimento chimico rende lecito distruggere le colline ed il bosco. Ci permettiamo di dissentire. Sul turismo: il fatto che le aziende agricole o agrituristiche in zona abbiano un valore notevole non dipende certo dalla produttività dei terreni o dal fatto che annualmente l’Arci organizzi dei Meeting a spese dei contribuenti, ma dal fattore che rende unica la nostra zona, ovvero il paesaggio. Se distruggiamo il paesaggio, installando le 15 pale di Riparbella e le circa 70 nei sette impianti previsti nelle colline pisane, distruggiamo anche un’economia prevalentemente turistica. L’Arci dovrebbe anche dare una ripassata alla Costituzione Italiana che ricordiamo all’articolo 9 tutela il paesaggio, persino se esiste la Solvay. Sulle ricadute occupazionali: visto che tali pale eoliche vengono prodotte in Germania o Danimarca l’occupazione (peraltro poca) viene creata in questi paesi, con i soldi della collettività italiana. Quando così tanti cittadini si mobilitano per difendere un interesse generale contro gli interessi di pochi e dedicano il proprio tempo gratuitamente per studiare i progetti senza ricevere un euro di contributo da chichessia bisognerebbe portargli più rispetto. Indubbiamente il pianeta ha bisogno di essere tutelato, ma in primo luogo da quelli che nell’illusione di salvarlo vogliono distruggerne gli angoli più belli, come l’attuale presidente dell’Arci. - Alessandro Lucibello Piani / Lista civica Insieme per Cambiare - Riparbella
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03/06/2010
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La comunità di Riparbella sta vivendo un momento difficile a causa della decisione del Comune favorevole ad un impianto eolico di grosse dimensioni (pale alte 125 metri) che molti cittadini vivono come una imposizione dell'Amministrazione Comunale e Regionale che mai hanno attivato momenti di consultazione popolare.
Da più di un anno è nato nel nostro Comune un attivo movimento di cittadini che propone una equilibrato inserimento dell’eolico, integrato con altre tipologie di produzione energetica rinnovabile per il fabbisogno del paese.
L’Amministrazione di Riparbella non ha mai valutato la possibilità che altre fonti di energia rinnovabile fossero più compatibili con le caratteristiche del territorio e potessero offrire migliori prospettive all’economia locale anche ai fini della creazione di nuovi posti di lavoro.
Non è stata presentata alcuna pianificazione energetica territoriale e questo progetto viene proposto senza alcun piano energetico con i comuni vicini e senza alcun piano regionale volto a mitigare l’impatto complessivo e a spiegare i motivi per cui la costa etrusca debba diventare il polo energetico di tutta la Toscana, anche se già quest’area produce il 70% dell’energia complessiva.
Il programma elettorale del PD, prevedeva al punto 11 la consultazione referendaria.
Nulla di tutto ciò è stato fatto, anche se la lista civica che raccoglieva molti dei contrari al progetto ha ottenuto il 47% dei consensi. Il progetto intanto è stato approvato dalla Regione con ben 15 pale.
Pochi giorni fa ben trecentoventi firme raccolte a favore di una consultazione dei cittadini sono state consegnate al sindaco, un fatto politico unico nella storia civica del paese, ma l’amministrazione ancora tace.
La partecipazione dei cittadini non si attua con il cercare il consenso su decisioni già prese, ma favorendo ampiamente tutte quelle condizioni preliminari alla decisione amministrativa che certamente spetta a chi governa.
E’ questo il punto “ dolens “ della questione eolica.
Un’amministrazione che è espressione del partito democratico e di quello socialista dovrebbe garantire tutte quelle condizioni di informazione, di discussione e di proposta dal basso prima di decidere su un’opera così rilevante per il paese.
Tanto più che la lista di opposizione aveva presentato anche un’apposita interrogazione al sindaco in data 02/09/09 per istituire le Consulte e gli altri Istituti partecipativi e il regolamento di funzionamento come previsto dallo Statuto Comunale .
C’è ancora spazio per la partecipazione democratica a Riparbella ? I cittadini non contano più ? Che significato ha per il Partito Democratico la parola "democrazia"?
Se le motivazioni politiche non sono ritenute sufficienti per attivare forme di democrazia partecipata, previste peraltro anche nel programma elettorale della maggioranza, maggior fortuna dovrebbero sortire le ragioni di buon senso.Il paese è diviso e rischia di diventarlo ancora di più se lo scontro si inasprisce pertanto ci sentiamo di sottoscrivere il recente appello del Vice-Sindaco Paroli.
Fermiamoci e lasciamo che siano i cittadini a decidere in piena libertà e in modo definitivo senza strascichi ulteriori.
Sarebbe un atto di responsabilità e di lungimiranza politica.
Niente vale più della convivenza civile e di un clima rasserenato.
Per il Comitato contro il Progetto Poggio Malconsiglio
Alessandro Aringhieri
328-7664683
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02/27/2010
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La Lista civica Insieme per cambiare ha formalmente chiesto al Sindaco Fontanelli di convocare un consiglio comunale d'urgenza vista la sostanziale inerzia dell'amministrazione comunale alle sollecitazioni che provengono dai cittadini sulla questione eolico .All'ordine del giorno varie mozioni perchè sia fatta chiarezza sul numero di pale e sulla consultazione popolare . Le 350 firme depositate sabato non lasciano dubbi sulla volontà dei cittadini , adesso ci aspettiamo che il Sindaco mantenga non solo gli impegni elettorali ma anche il rispetto per concetti quali "partecipazione democratica" e si ricordi delle sue affermazioni fatte nell nr. 1 ( dicembre 2009 ) della giornalino comunale : “...Poi vi sono altre due grandi questioni che stanno per essere affrontate in tempi brevissimi: la variante stradale al centro abitato e l’impianto eolico del poggio del Malconsiglio. La realizzazione di tutto ciò dipende da tre condizioni essenziali: coraggio (che riteniamo di possedere), convinzione sulla loro buona qualità progettuale appoggio e solidarietà della cittadinanza”.
Le ultime due condizioni essenziali sono palesemente venute meno e non venga a raccontarci che tecnicamente il referendum non si può fare o che le firme non sono state raccolte nel giusto modo , la petizione è chiara e i cittadini hanno messo nome , cognome e firma esprimendo in modo chiarissimo la propria volontà . Spetta ora alla giunta trovare il modo di fare la consultazione e ricordiamo che a Montescudaio ne furono fatte ben due dal Sindaco Pellegrini senza alcun valore legale .
Il consiglio comunale è urgentissimo in quanto a breve la Regione rilascerà l'autorizzazione unica alla EWF e se anche in tal sede il Comune di Riparbella non obietterà alcunchè ci ritroveremo con 15 pale in breve tempo , per questo la Lista Civica chiede al Sindaco quanto meno di sospendere ogni intervento del Comune ai tavoli in Regione fintanto che non si sono chiarite le questioni .
alessandro lucibello piani
Insieme per Cambiare - Riparbella
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02/22/2010
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Ecco un esempio di una buona iniziativa applicata male ! Il tema dell'acqua è importante quanto quello delle energie rinnovabili ma a Riparbella sembra che si voglia restare a guardare l'estetica delle cose , estetica poi neanche tanto bella in questo caso !
Segnaliamo che la foto pubblicata a corredo dell'articolo del Sindaco non è della fontanella di Riparbella e poi ricordiamo che :
prendere l'acqua , " filtrarla a osmosi , debatterizzarla , deodorarla con i carboni attivi ed infine reintrodurre i sali " non è propriamente un'operazione ecologica e tanto meno molto conveniente economicamente visto che l'acqua sarebbe già bella e pronta da bere così come è in natura mentre in questo processo la "smontiamo" per poi ricostruirla ... il tutto regalato da non si sa chi !
Alleghiamo l'articolo in cui il Sindaco racconta la sua iniziativa e la nostra replica pubblicate su La Nazione .
Acqua a Rip.pdf
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02/17/2010
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